lunedì 4 giugno 2012

Sulla punta delle dita





Uno sguardo alla posizione delle dita che reggono la penna per scrivere, e le parole prendono la rincorsa, tuffandosi energicamente sulla carta, come in un fresco oceano in una giornata d’estate.

Una miscela che ha sempre funzionato, da quando il primo foglio ha richiamato la sua attenzione: quando? Poco utile ricordarlo. Tanto vento è passato nei corridoi dei palazzi antichi, dopo un lungo viaggio nel mondo, accarezzando acque e intrecciando le chiome degli alberi.

Le parole scorrono come acqua fresca, come il sale delle onde marine, come le zolle di terra mosse in profondità dalla pioggia, che collabora con la vanga del contadino.

Lo scrittore è un contadino che semina cibo futuro per lettori affamati di sapere la vita. E’ un cuoco che raffina la sua arte ad ogni nuovo piatto. Affina il suo gusto assaggiando per primo le parole che sta per buttare in pentola: devono essere perfettamente al dente, un secondo di troppo porterebbe a scuocere tutto.

Allora lui scrive, sotto il sole e nella pioggia, e lascia che le parole sedimentino nuova vita. E’ un maieuta sotto mentite spoglie, che aiuta chi sente la necessità di nuovi abiti per la propria mente.

Quando lo incontrerete, ora saprete ringraziarlo in silenzio.

Nessun commento:

Posta un commento